PPartiamo questo mese con il disco omonimo autoprodotto dei Solid Vision (website:www.solidvision.org), formato da ex componenti della band svizzera M.A.P.O.) Il gruppo si cimenta in un classico progressive metal che prende ispirazione direttamente dai Dream Theater del periodo "Images and Words".
I dieci brani presentati mettono in luce un'ottima padronanza dei mezzi tecnici, un songwriting curato, una notevole capacità di lavorare con melodie e atmosfere, grazie anche all'ottimo lavoro svolto per quel che riguarda le parti vocali.Anche la produzione è di ottimo livello e l'unico appunto che si può muovere al gruppo è che ilgenere attualmente sembra essere ultra saturo e sfruttato fino all'ultima goccia, per cui certe soluzioni possono suonare già sentite o comunque non particolarmente originali.
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